Il giudizio di Salomone op. 15

TERESA PROCACCINI
Il giudizio di Salomone op. 15
Cantata per soli, coro e orchestra (1958)
EP 8597
Durata 15'04″
Edizioni Edi-Pan, Roma – 1998

COD: EP8597 Categoria: Tag: , , , , ,
Data Roma, luglio 1958
Edizione Roma, Ed. Edi-Pan 1998 EP 8597
Durata 15’04
Testo Tratto dal LIBER III REGUM della Bibbia con alcuni passi inventati (così come dall’Oratorio di Giacomo Carissimi)
Organico 2. (+ott.) 2.2. (+cl. b.) 2. – 4.3.3.1. – timpani, cassa chiara – archi – soprano – mezzosoprano – tenore – basso – coro
Discografia CD Edi-Pan – PAN 3067 (1998) (Italia) – Orchestra Nazionale polacca Warmia – Coro “Collegium Novum”
Silvano Frontalini, direttore – Lechoslaw Ragan, direttore del coro – Margarita Armanovska, soprano – Malgarata Lewandowska, mezzosoprano Ireneusz Jakubowski, tenore – Valeri Aliev, basso

Una plastica potenza rappresentativa conserva la Cantata IL GIUDIZIO DI SALOMONE, il cui testo è fornito dall’omonimo “Judicium Salomonis” seicentesco messo in musica da Giacomo Carissimi. Il noto episodio biblico della disputa delle due madri sulla legittima maternità nella sapiente scrittura per grande orchestra, assume accenti di statica narrazione, come un altorilievo, in cui due blocchi corali fungono da pilastri ad incastonare al centro gl’interventi solistici dei tre protagonisti (il “giudice” Salomone e le due madri), che con opposti stati d’animo ne attendono l’equa sentenza.
In questo lavoro, come in tanti altri della Procaccini, tradizione e modernità vanno a braccetto, senza traumi o patemi, né ostentazioni polemiche o sofismi concettuali. Segno d’arte vera e sorgiva.
Questa Cantata è il “Brano di Oratorio” scritto in 15 giorni per il diploma. Poiché il testo descriveva una storia completa, l’autrice ebbe subito l’idea di farne un lavoro non finalizzato solo all’esame di diploma. Il problema era averne una copia prima di consegnarlo per gli esami. Non essendoci all’epoca le fotocopiatrici, si sobbarcò ad un “tour de force” incredibile: in soli otto giorni terminò la partitura e nei restanti sette fece una seconda copia per sé.