Musica da camera IV

TERESA PROCACCINI
MUSICA DA CAMERA IV
CD PAN 3073
Durata 78’06
Edizioni Edi-Pan, Roma – 1988

COD: PAN 3073 Categoria:
Titoli:
Improvvisazioni op. 40 per violino, viola e violoncello (1968)
Sonata rapsodica op. 8 per violoncello e pianoforte (1957)
Nove Preludi op. 29 per pianoforte (1966)
Eagle op. 103 per flauto solo (1983)
Evocazione op. 57 per soprano, fagotto e pianoforte (1972)
Meeting op. 115 per 4 sassofoni (1988)
Air op. 102 per soprano, flauto, oboe, fagotto e pianoforte (1983)
Fantasia op. 10 per violino e pianoforte (1957)
Duo op. 96 per violino e viola (1982)

Note

Settimo degli 8 CD dedicati alla mia musica sinfonica, sacra e da camera che la Casa discografica Edi-Pan sta man mano pubblicando, questo CD contiene 9 composizioni da camera di vario organico scritte tra il 1957, (anno in cui, allieva del Conservatorio “S. Cecilia” di Roma, frequentavo il 9° anno di Composizione) e il 1988. Per illustrare i vari brani mi serviro spesso dei giudizi espressi da noti musicologi.

Dice Renato Chiesa:
“Per un compositore poliedrico come Teresa Procaccini la musica da camera resta un campo di elezione, nei confronti della produzione operistica e di quella sinfonica. Fuori da ogni equivoco e da ogni alibi letterario, come da spessori timbrici e da masse, il mondo cameristico e per sua natura più trasparente, più indifeso, soprattutto se il musicista si chiama Procaccini, saldamente ancorato ai valori formali classici e ad un equilibrio irrinunciabile anche in quei casi in cui le spinte eversive del linguaggio contemporaneo si fanno più insinuanti, senza diventare mai esclusive.
I parametri della sua musica infatti non si discostano da quelli piu consacrati della doppia dimensione lineare e accordale, e quindi da un impianto tematico sempre presente, che il ritmo, e piu raramente il timbro, sembrano di rado porre in secondaria posizione. La musica di Teresa Procaccini è tutta, e quindi non solo quella cameristica, di immediata presa sull’ascoltatore: aliena da tentazioni solipsistiche, essa è sempre coinvolgente senza diventare plateale, e si affranca da ogni luccichio esteriore per la solidità della sua costruzione”.

Il disco ci conduce attraverso 9 pezzi, nel processo evolutivo da me compiuto in trent’anni: dalla Sonata rapsodica per violoncello e pianoforte op. 8 (1957) a Meeting per 4 sassofoni op. 115 (1988). L’ordine d’incisione nel CD non è pero quello “anagrafico” dei pezzi. Il primo: IMPROVVISAZIONI per violino, viola e violoncello op. 40 (1968), lo scrissi per un trio lombardo il quale, ancor prima che avessi finito di comporlo, si sciolse. Pur tuttavia sono grata a questo “ensemble fantasma”, perché, senza la sua sollecitazione, non avrei scritto un lavoro al quale tengo molto per l’atmosfera gioiosa che lo anima. Suddiviso in due parti: Improvvisazione I° (nei tempi allegro vivace – scherzando – allegro vivace costruito nella forma a-b-a) è caratterizzato da un tema ritmico e bizzarro esposto dal violino e ripreso continuamente dagli altri strumenti. A questo si contrappone un tema pizzicato del violoncello che passa man mano agli altri strumenti. Segue un tema più moderato (scherzando), e la ripresa del I° tema, esposto questa volta da viola e violoncello, mentre il violino esegue il bema pizzicato. La Improvvisazione II” si apre con un breve largo intenso e caldo seguito da un tema spiritoso e spensierato sul quale e costruito tutto il brano finale.

Del 1957 è la SONATA RAPSODICA per violoncello e pianoforte op. 8 sulla quale il critico Cesare Casellato cosi si esprime: “lavoro giovanile che riporta al grande sonatismo tardo-romantico, rivisitato in senso moderno. Il carattere “rapsodico” è proprio del primo movimento, le cui tre sezioni adagio, andante, presto si susseguono senza soluzione di continuità. Atteggiamenti recitativo-meditativi si alternano ad altri dialettico- concertanti, con ardite impennate melodiche e frizzanti animazioni ritmiche. L’allegro vivace conclusivo, ricco di ottimistica “verve”, sprigiona un senso di euforia tutta italiana che è una cifra della musicalita dell’autrice”.

Al pianoforte solo sono destinati i NOVE PRELUDI op. 29 (1966). Fogli d’album che allineano alcune possibilità dello strumento, timbriche, contrappuntistiche e percussi- ve, in una sequenza che acquista senso compiuto in raccolta unica. In seguito, ad ogni preludio fu aggiunto il nome di un volatile il cui abbinamento fu suggerito dal caratte- re di ciascun brano. L’idea di aggiungerli venne ad un mio collaboratore – Nico Parziale – al quale l’ascolto dei Nove Preludi ispirò una storia: “Zeffirino e gli uccelli” per l’eventuale esecuzione destinata ai bambini.

È ancora Renato Chiesa a parlarci delle quattro composizioni che seguono: “EAGLE per flauto solo op. 103 (1983) è una libera invenzione fantasiosa che alterna, nel suo movimento continuo, momenti drammatici ad altri più vivaci e ad altri ancora più meditativi. Parte da minime distanze intervallari per conquistare, nelle prime battute, l’intero totale cromatico, ma gl’intendimenti compositivi non sono di natura seriale, pur trovandosi nella articolazione linguistica una consequenzialità che potrebbe farlo pensare, in qualche momento. Il materiale tematico subisce un continuo lavoro di variazione, anche dinamica e nella seconda meta della composizione, trova evasioni imprevedibili, dai giochi minimalisti ai guizzi luminosi, per acquetarsi infine nella zona acuta dello strumento.

Al 1972 appartiene EVOCAZIONE vocalizzo per soprano, fagotto e pianoforte op. 57. Nella musica vocale da camera le predilezioni della compositrice vanno alla voce nella sua purezza, cioè senza testo, come avviene appunto in EVOCAZIONE. Pensato inizialmente per due voci (soprano e contralto) con pianoforte, qui invece la seconda voce è quella del fagotto, che conferisce al clima del pezzo un carattere indefinito di nostalgia nel prezioso alternarsi delle linee e nel loro rincorrersi imitativo fino alle ultime battu- te, quando soprano e strumento, con effetto d’eco, cantano insieme, come allontanandosi, un breve frammento ascendente in sincronie di quinte vuote parallele.

MEETING per 4 sassofoni op. 115 (1988), scritto per il Quartetto di Sassofoni Accademia è articolato internamente in vari momenti di diverso carattere: dalle fasi elegiache dell’andante espressiva, ai ritmi coloriti del prestissimo, al finale concepito con un sapiente lavoro di piccole trasformazioni agogiche e dinamiche verso una soluzione d’effetto.

Anche AIR per soprano, flauto, oboe, fagotto e pianoforte op. 102 (1983) utilizza la voce come vocalizzo ed ha due versioni. La prima per soprano, clarinetto e pianoforte – la seconda con l’organico sopra indicato. In un unico tempo (andantino), da una partenza misteriosa dentro un ambito intervallare minimo (tra flauto e fagotto), la voce porta con se un fascino sottile. L’insieme è di una espressivita rarefatta, indefinita, resa vaga dal sovrapporsi di lunghi pedali e movimenti semitonali che via via si aprono in volute più ampie di un respiro nuovo. Ponte di passaggio alla seconda parte e una zona molto intensa affidata alla sola voce; la conclusione riprende, come residuo formale classico, la situazione iniziale, in un recuperato alone di poesia”.

La FANTASIA per violino e pianoforte op. 10 (1957) è l’unico lavoro per violino che ho scritto sin’ora e, pur essendo un lavoro giovanile, lascia già intravedere le caratteri- stiche proprie del mio stile che si affermeranno negli anni seguenti: la costruzione di una forma di largo respiro, l’accurata ricerca di una semplicità più apparente che reale che consenta a chiunque di penetrare con immediatezza nello spirito della composizione, la linea melodica sempre predominante che si alterna ad elementi ritmici scattanti, contribuiscono a formare un discorso melodico-ritmico-armonico-atonale, solidamente costruito, chiaro e spontaneo. La FANTASIA si apre con una introduzione lenta a cui segue un allegro vivo con un tema di sapore bartokiano a cui si contrappone un secondo tema misterioso ed evocativo eseguito dal violino con sordina. Su questi tre elementi é costruito tutto il lavoro. In occasione di una esecuzione a Berlino di qualche anno fa, il critico musicale del quotidiano DER TAGES- SPIEGEL scrisse: “L’opera più significativa del programma era senza dubbio la Fantasia per violino e pianoforte dell’italiana Teresa Procaccini che, dopo una introduzione lenta molto pregnante ed espressiva, prosegue con caratteristici temi danzanti nei quali la cantabilità italiana viene espressa in maniera autentica e nel linguaggio musicale del nostro tempo”.

Per ultimo un breve lavoro: DUO per violino e viola op. 96 (1982), costruito su temi brillanti e nervosi che mettono in risalto le peculiarità degli strumenti impegnati a con- trapporsi e a scambiarsi i ruoli in un susseguirsi di atteggiamenti maliziosi, comici e spigolosi: un Vero “divertimento” nel senso letterale del termine…
Teresa Procaccini

Esecutori

ANTONIO SALVATORE, violino – PAOLO CENTURIONI, viola – MARIO CENTURIONE, violoncello, dopo aver avuto molte esperienze singolarmente sia come solisti che con famosi complessi da camera tra cui I Musici, hanno fondato il Trio d’Archi di Roma, ben presto affermatosi come uno dei piu qualificati Complessi italiani. Numerosissime le tournées italiane ed estere nelle più importanti Sale ed Enti radiofonici. Tutti e tre sono stati o sono insegnanti al Conservatorio “S. Cecilia” di Roma.

GIORGIO RAVENNA ha dedicato gran parte della sua attività concertistica alla musica da camera. Come componente di famosi Complessi tra cui I Virtuosi di Roma e I Solisti Italiani ha girato tutto il mondo. Ha insegnato violoncello al Conservatorio “S. Cecilia” di Roma ed è stato 1° violoncello dell’Orchestra sinfonica di Roma della RAI.

MARGHERITA TRAVERSA diplomata presso il Conservatorio “S. Cecilia” di Roma, ha vinto il Concorso nazionale “Speranza” di Taranto. Ha tenuto concerti in Italia, anche per la RAI-TV. Insegna pianoforte al Conservatorio “Refice” di Frosinone.

DOREL BAICU, flauto – DORIN GLIGA, oboe – PAVEL IONESCU, fagotto, sono molto affermati in Romania. Vincitori d’importanti Concorsi nazionali ed internazionali, hanno effettuato concerti in tutta Europa.

Il pianista MIHAI UNGUREANU, uno tra i migliori pianisti rumeni, collabora spesso con formazioni da camera e svolge anche una notevole attivita solistica. Ha inciso numerosi dischi per la Electrecord ed è direttore artistico dell’Orchestra Filarmonica di Craiova.

La soprano GEORGETA STOLERIU, ha al suo attivo una brillante carriera come solista nel repertorio sinfonico-vocale e liederistico in Romania. Ha partecipato a formazioni cameristiche con le quali ha effettuato tournées all’estero e incisioni discografiche.

Il QUARTETTO DI SASSOFONI ACCADEMIA è uno dei più famosi del genere in Italia e all’estero. L’attivita concertistica molto intensa lo ha portato in tutta l’Europa e in America Latina. È spesso invitato da importanti Festivals nazionali ed internazionali e ha registrato molti dischi, due dei quali per la Nuova Era Records.