Musica per orchestra

TERESA PROCACCINI
MUSICA PER ORCHESTRA
CD PAN 3022
Edizioni Edi-Pan, Roma – 1990

COD: PAN 3022 Categoria:
Titoli:
Un cavallino avventuroso op. 49 per orchestra (1971)
La peste di Atene op. 17 cantata per coro e orchestra (1958)
Sensazioni sonore op. 44 4 pezzi per orchestra (1969)
Divagazioni op. 22 per orchestra d’archi (1959)
Dannazione e Preghiera op. 13 per mezzosoprano e orchestra d’archi op. 13 (1957)

 

Note

La disparita fra presenza femminile e maschile, vistosamente riscontrabile in campo musicale, non sussiste nel caso di Teresa Procaccini, attivissima e puntualmente presente nelle più diverse occasioni della vita musicale italiana. Varie le ragioni dei consensi ottenuti in patria e fuori, fra le quali certamente risulta determinante quella della natura del linguaggio, orientato verso la chiarezza e la comunicabilità perseguite programmaticamente. Lo stile che ne consegue evita le convenzioni del passato e gli sperimentalismi dei giorni nostri. I modelli della grande musica europea del secolo XX hanno lasciato il segno anche nell’opera di Teresa Procaccini come in quella di altri musicisti, com’è logico, ma la lezione, piuttosto che passivamente subita, è stata da lei assorbita ed assimilata senza limitazioni per la propria autonomia, rivendicata come inalienabile da ogni artista. Le entità linguistiche in tal modo mutuate, riplasmate e trasfigurate, hanno finito per divenire gli stilemi della sua cifra personale. Coerente con i propri principi estetici ma costantemente impegnata in una gara di affinamento dei propri mezzi espressivi, sperimentata attraverso un’artigianale attività pressoché quotidiana, Teresa Procaccini ha prodotto oltre un centinaio di composizioni di ogni genere. In esse sono evidenziate quelle personali caratteristiche che spiccano soprattutto nella corda dell’arguzia, dell’incisiva vivacità ritmica, del vitale dinamismo e della svagata e ironica nonchalance. Notevoli risultati espressivi attingono, per altro, i momenti di più disteso andamento, attraverso la lirica cantabilità, la pensosità, l’assorta e contemplativa gravità.

I lavori inclusi nel presente disco costituiscono un parziale ma efficace documento della versatilità dell’autrice e delle sue capacità nel genere sinfonico e sinfonicocorale. Un cavallino avventuroso è nato nel 1960 come fiaba musicale per pianoforte con voce recitante ad libitum e il lavoro venne accolto con largo favore tanto da indurre l’autrice, nello stesso 1960, a stenderne una versione per orchestra da camera. In seguito a varie sollecitazioni, nel 1981 seguì una terza versione per voce recitante e nove strumenti destinata ad una eventuale realizzazione ballettistica. L’edizione che qui viene proposta è quella per orchestra del 1960 (op. 23), la cui partitura prevede 12 strumenti a fiato, gli archi e un nutrito gruppo di strumenti a percussione. Il lavoro, nonostante il titolo, non affida a motivi extramusicali la sua ragion d’essere, dato che i titoli dei brani che lo compongono, in origine, servirono semplicemente a distinguerne il carattre. Successivamente, sulla base di quei titoli, è stata concepita una vicenda, una fiaba destinata all’infanzia. Le trasformazioni esterne subite dalla composizione ne documentano la fortuna.

La peste di Atene è una Cantata per coro e orchestra sinfonica su testo derivato dal “De rerum natura” di Lucrezio Caro, liberamente tradotto da Teresa Procaccini. Animato da grande passione scientifica, Lucrezio Caro (98 55 a.C.) considerò la natura con senso drammatico, componendo sul tema un poema in sei libri. La conclusione del Sesto libro è occupata dalla descrizione della peste di Atene, una delle parti più celebrate di quel poema. Dal lugubre spettacolo degli Ateniesi urlanti fra i roghi, in mezzo ai cadaveri di figli e genitori, proviene il cupo ammonimento della natura che si esprime talvolta con l’esplosione di eventi terrificanti. Tale senso di orrore riesce ad evocare la musica di Teresa Procaccini, icastica risonanza di quelle scene strazianti. Il lavoro, composto nel 1958, dimostra la padronanza di mezzi della ventiquattrenne autrice. Il suo vasto affresco corale e strumentale ha per protagonista il coro che interviene con un declamato omofonico arcaicizzante e con una polifonia di particolare efficacia espressiva. Le varie sezioni della cantata si svolgono senza soluzione di continuità in un’atmosfera di drammatica tensione che riflette una visione pessimistica sulla natura e sull’uomo qual era quella di Lucrezio Caro.

Sensazioni sonore op. 41 é una composizione del 1969, quasi una sinfonia in quattro movimenti ove qualsiasi aspetto formale tradizionale è del tutto ignorato, essendo ogni brano concepito assai liberamente. Diversamente caratterizzati alla maniera di una suite e concepiti con lucida modernità di linguaggio, i quattro pezzi obbediscono al solo intento di scolpire degli oggetti sonori finiti. L’invenzione musicale è pari alla maestria della scrittura e del vivace colorismo che l’autrice ne trae. Con abile accostamento di umori diversi, Teresa Procaccini riesce a coordinare in un blocco omogeneo la spigliatezza del Presto iniziale, la poetica cantabilita del Largo, la vaga e strisciante animazione dell’Allegro vivace, il serrato dinamismo, festoso e trascinante, del conclusivo Allegro con brio.

Divagazioni per orchestra d’archi del 1959, é una pagina che impegna in un vitale contrappunto tutte le famiglie degli archi, protagoniste di un discorso ora denso ora rarefatto, di chiara derivazione bartokiana.

Anche Dannazione e Preghiera appartiene al primo periodo e rappresenta un fatto importante per una compositrice che avrebbe anche in seguito manifestato un’autentica predilezione per la voce umana. Nell’incontro con la poesia di Ungaretti, il mezzosoprano e il denso tessuto orchestrale esprimono in un trascolorare di sensazioni il clima ora disperato ora fiducioso che il poeta riesce ad evocare con i suoi versi.
Cesare Casellato

Esecutori

L’ORCHESTRA FILARMONICA DI TIMISOARA fu creata nel 1942 e il suo repertorio comprende le opere più importanti dal Rinascimento ai contemporanei. Ha effettuato tournées di successo nei Paesi dell’Est, in tutta Eumpa e in U.S.A. Molti solisti famosi hanno collaborato con la Filarmonica che dal 1980 è diretta da Remus Georgescu.

REMUS GEORGESCU, famoso direttore d’orchestra e compositore rumeno, ben noto per le sue raffinate interpretazioni che lo hanno fatto apprezzate anche nelle tournées effettuate in tutto il mondo, attraverso le sue esibizioni radiotelevisive o per le numerose incisioni discografiche di livello. Vincitore d’importanti premi di composizione in Romania, è stato insignito di molte onorificenze per i suoi eccezionali meriti artistici.

DIODOR NICOARA, direttore di coro rumeno, vincitore d’importanti premi, si è subito imposto per le sue straordinarie doti musicali unite ad una notevole forza di sugge- stione sia in Patria che all’estero. Dirige il Coro della Filarmonica di Timisoara dal 1969 e sotto la sua guida il Coro ha vinto importanti premi nazionali.

Il CORO DELLA FILARMONICA DI TIMISOARA e tra i più importanti della Romania. Il suo vastissimo repertorio comprende capolavori di tutti i tempi. In 40 anni di attività ha compiuto molte tournées di successo esibendosi anche in importanti Festivals.

KAMEN GOLEMINOV direttore dell’orchestra “Sinfonieta” della Radio bulgara, è il rappresentante più autorevole e affermato della Scuola bulgara d’interpretazione musicale. Diplomato presso il Conservatorio di Stato della Bulgaria, si è perfezionato al Conservatorio “S. Cecilia” di Roma con Franco Ferrara. Svolge una grande attività come direttore delle orchestre sinfoniche del suo Paese, ha diretto al San Carlo di Napoli, a La Fenice di Venezia, la Suisse Romande, in Grecia, Spagna, Stati Uniti.

Demo Audio